Tutti gli articoli di moretti

Vincenzo Moretti, founder #lavorobenfatto, sociologo e narratore.

I video del lavoro narrato 2020

Una notte indimenticabile quella del 30 Aprile 2020, la notte più narrata di sempre.
Insieme ai racconti e alle foto anche i video, che abbiamo pensato di raccogliere in questa pagina.
Buona visione dunque, e restate sintonizzate/i perché non finisce qui.

LA NOTTE DEL LAVORO NARRATO, 30 APRILE 2020, SETTIMA EDIZIONE

PLAYLIST

I.C. 83 PORCHIANO BORDIGA, PONTICELLI, NAPOLI

LAURA RESSA – FRASIVOLANTI BLOG

LE CANZONI DEL LAVORO NARRATO DI GIANCARLO CARNIANI SU SPOTIFY

VIDEO

LAVORADIO

FOOD STORIES AGENCY

PIERO VIGUTTO

SIMONE BIGONGIARI – LA DIVINA CARRIERA

ALFONSO TEPEDINO

La 4° A va all’Università

Irene Costantini and me abbiamo raccontato del lavoro che sta facendo la 4° A di Follonica a più di 50 ragazze/i del corso di Pedagogia della Comunicazione della nostra amica prof. Maria D’Ambrosio. Come faccio sempre in questi casi lo sto raccontando al mio amico Diario su #lavorobenfatto Nòva Il Sole 24 Ore, se volete saperne di più sul percorso che stiamo facendo leggete qui.
Questo post è dedicato invece ai contenuti speciali, che sono tanti e stanno qui perché hanno lo spazio necessario e possono essere letti e compresi in maniera migliore. Buona lettura.

INDICE
I commenti durante la live
La discussione in forma di hashtag
I messaggi su classroom
Il messaggio di Luca Maronese, Educatore Teatrale

I COMMENTI DURANTE LA LIVE
Torna all’indice
Grazie perché questo esempio non fa altro che motivarmi ancora di più.
Concordo, tante volte questo lavoro è sottovalutato ma l’esempio relativo alla “fatica” mi fa capire veramente tanto.
Un approccio del genere è fondamentale nella costruzione dell’identità, dell’autonomia, una “base sicura” che il bambino porterà con sé per tutto il percorso scolastico.
In fondo la comprensione richiede di comprendere l’incomprensione come sosteneva Morin.
Libera espressione.
Il restare entro il margine è come un’impostazione che porta a ”non uscire mai dagli schemi’’.
Dare valore al contenuto più della forma.
Libertà non intesa come individualità ma come l’entrata “in scena” che comporta poi l’insieme delle relazioni basandosi su regole.
Come si può conservare parte di quest’aspetto “geniale” nei bambini?
Lei é un mito.
Adoro la vostra filosofia.
Chapeau!
Che bel messaggio.
Senza parole.
Concordo.
Concordo.
Bellissimo discorso, condivido a pieno.
Grazie! Bellissimo discorso!
Se tutto ciò che facciamo scaturisce dall’amore ci rende sempre gioiosi. Bellissimo anche questo di cui sta parlando adesso.
Come una staffetta.
È vero, non sì butta nulla, e tutto ci serve se sappiamo valorizzarlo.
Grazie, quindi è necessario valorizzare il passo individuale del bambino per far sì che riesca a mantenere la creatività e la genialità propria della sua età.
Giustissimo.
Vero.
Che bell’intervento.
Bellissimo discorso veramente.
Davvero. Ammiro.
Bellissima lezione, mi ha fatto riflettere molto.
Bellissima lezione!
Molto bella la lezione di oggi.
Arrivederci, lezione bellissima.
Grazie a tutti è stato molto prezioso! Un abbraccio e buona giornata.
Grazie mille prof ci avete fatto un bel “dono”.
Bellissima lezione veramente.
È stato commovente, grazie davvero!
Bellissima veramente.
Bellissima lezione grazie davvero.
Bellissima lezione.
Molto bella !! grazie infinite.
Grazie mille, bellissima lezione.
Grazie per il dono di oggi. Porterò la lezione di oggi nel mio lavoro. Un’opportunità enorme.
Grazie, che belle persone.
Grazie mille.
Grazie di cuore.
Grazie mille, è stato davvero un dono.
Arrivederci a tutti, bellissima esperienza.
Troppo breve.
Anche io concordo con G.
Bellissima lezione.
Anche io non mi sono resa conto del tempo che trascorreva.
Arrivederci a tutti, a grazie di questo dono.
Grazie mille, bellissima lezione!
Hahaha Adoro.
Eravamo entrati nel mood.
Grazie, una lezione diversa dal solito e molto significativa. A me ha fatto riflettere molto, bellissimi!
Siiii, concordo con I.
Veramente siete d’esempio!!
Un grazie dal Friuli, è stato illuminante!!! Grazie di cuore.

LA DISCUSSIONE IN FORMA DI HASHTAG
Torna all’indice
Maria D’Ambrosio
#presentazione, #pedagogia, #comunicazione, #ambiente, #spazio, #relazione #incontro, #teatro, #qualità, #significato, #corpo, #maestra, #educatrice, #interpretazione, #lavorobenfatto, #osservare, #interpretare, #narrare, #condividere, #cambiare, #storia, #sociale, #pubblico, #scena, #scuola

Irene Costantini
#felicità, #contesto, #pratica, #bambini, #incontro, #vincenzo, #ritorno, #scuola, insegnamento, distanza, bambini, #lavorobenfatto, #risposta, personale, classe, #lavoronarrato, #strumento, #persone, #lavoro, #missione, #lavorobenfatto, #professione, #artigiano, #scuola, #istituzione, #didattica, #distanza, #emergenza, #approccio, #foto, #4A, #condivisione, #schermo, #spazio,

Maria D’Ambrosio
#fatica, #ambiente, #relazione, #piattaforma, #tecnologia, #cucitura,

Vincenzo Moretti
#racconto, #storia, #netflix, #8episodi, #schema, #primaparte, #seguito, #discussione, #insieme, #scrittura, #carta, #lavorobenfatto, #pensare, #nonsifasenonsipensa, #sennett, #senonpensinonfai, #testamaniecuore

Maria D’Ambrosio
#notecnica, #nogiochini #nointrattenitori

Vincenzo Moretti
#nosilvan, #nocopperfield, #georgelucas #mandalorian #contenutispeciali #lavoroassieme #mettercilapropriaparte #èlasommachefailtotale #raccontarevuoldire #crearemondi #possibilità #soluzioni #alternativi #immaginazione #problemsolving #pinnacolipendenti
#settimoepisodiodella4A #lorocontenuti #consumarecontenuti #prodorrecontenuti #moltiplicareiproduttori #daesseresenzientiaesseriserventi

Maria D’Ambrosio
#dimensioneattoriale #dimensioneautoriale #dimensionepubblica #teatro #partecipazione

Irene Costantini
#spaziodovecirappresentiamo #piccolierelazionedicontenuti @trasformarespazioschermoinspaziocontenuti #miastoria #starevicinoaibambini #ambientefamiliare #sostegnogenitori #lavorobenfatto #tecnologie #consapevolezza #reteampiaintornoaibambini #partecipazionettivainclassedeigenitori #problematicità

Maria D’Ambrosio
#tesserecontinuo #tenereassieme #famiglia #contesto #territorio

Irene Costantini
#rete #famiglia #città #consiglicomunale #sondaco #musei #attivitàgenitori #mescolatoclassi #ambientescuola #raccontoscuolarodari #scirvereunastoria #didatticacooperartiva #lavorodeglialtri #lorolavoro #saltodiqualitàprogettodidattico #daproblemaaopportunità

Vincenzo Moretti
#notecnica, #nogiochini #silvan, #copperfield, #nointrattenitori #georgelucas #mandalorian #contenutispeciali #lavoroassieme #mettercilapropriaparte #èlasommachefailtotale #raccontarevuoldire #crearemondi #possibilità #soluzioni #alternativi #immaginazione #problemsolving #pinnacolipendenti
#settimoepisodiodella4A #lorocontenuti #consumarecontenuti #prodorrecontenuti #moltiplicareiproduttori #daesseresenzientiaesseriserventi

Maria D’Ambrosio
#dimensioneattoriale #dimensioneautoriale #dimensionepubblica #teatro #partecipazione

Irene Costantini
#spaziodovecirappresentiamo #piccolierelazionedicontenuti @trasformarespazioschermoinspaziocontenuti #miastoria #starevicinoaibambini #ambientefamiliare #sostegnogenitori #lavorobenfatto #tecnologie #consapevolezza #reteampiaintornoaibambini #partecipazionettivainclassedeigenitori #problematicità

Maria D’Ambrosio
#tesserecontinuo #tenereassieme #famigliacontestoterritorio

Irene Costantini
#rete #famiglia #città #consiglicomunale #sondaco #musei #attivitàgenitori #mescolatoclassi #ambientescuola #raccontoscuolarodari #scirvereunastoria #didatticacooperartiva #lavorodeglialtri #lorolavoro #saltodiqualitàprogettodidattico #daproblemaaopportunità

Vincenzo Moretti
#covid #nosoloproblema #ancheopportunità
#senzafaticaintelligenzaserveapoco #abituarsiafarebenelecose #abituarsiarisolvereiproblemi #suntzu #centimetrodopocentimetro #chilisavedereedèdispostoafarelafaticaperprenderseliseliprendeeriescenellavita

Maria D’Ambrosio
#autonomia #fatica #problemsolving, #pratica #disciplina #metodologia #impegnoquotidiano #nomomentodiarrivodefinitivo #processodicrescita #nosomigliare #singolarità #pluralità #soggetodialogorelazione #danzare #curadisé #curadell’altro #nounicarettavia #apertura #spingereilbambinoaessereautonomo #nonaspettaredivenireimboccato

Melania Talotti
#faredasolo #autostima #scuolainfanzia #conflitto #maestri #genitori #prottettivi #calzino #coinvolgimentogenitoristrategiavincente?

Irene Costantini
#domandadifficile #danoihafunzionato #uniformitàcontestosociale #famigliedelgruppopoiùnumerosochesiconosconogià #gruppocoeso #moltodipendedacomesicostruisceilrapporto #elasticità #disponibilità #apprensivi #fraintendimento #pazienza #noautomatico #realtà #esempio #recitefinali #cosefattedallaclasse #autonomia #protagonisti #genitoricontenti #anche se #rapportocoigenitoricomplesso #compitoprofessione #evitarescontro

Maria D’Ambrosio
#danza #metafora #relazione #prendere #dare #flessibilità

Vincenzo Moretti
#borges #genialitàbambini #adultilirendononormali #normalizzatorigenitorieinsegnanti #fuoridallariga #scrittureestreme #proustekafka #klimt #maxbroad #dogana #bambini #michelangelo #marmo #dante #calvino #umani #materiaviva #imapararesenzaperdere #creatività #unicità autonomia

Claudio Gentile
#bambinisiconformano

Vincenzo Moretti
#conformanoazioneadulti #iobambino #scrivereconlasinistra #manodeldiavolo #fuoridalrigo #puntoverocosamettidentroofuoridalrigo

I MESSAGGI SU CLASSROOM
Torna all’indice
I. G.
Prof, per favore potete scrivere il link che ha condiviso il professor vincenzo, sulla relazione allievo – maestro (99 gradini su 100)?

M. P. D. D.
Prof è stata davvero molto, molto bella la lezione questa mattina e devo dire mi sono anche un po’ emozionata.

I.P.
Prof., ma io posso avere la lezione che avete registrato? Vi prego, ero a lavoro mi è dispiaciuto tantissimo non esserci stata.

A. D. L.
Grazie prof. per tutte le belle lezioni, in particolare quella di oggi che è stata davvero molto importante e mi ha fatto riflettere su diverse cose. Sono sicura che in queste altre poche lezioni che ci mancano, ci sarà sicuramente ancora molto da scoprire, un pò come la vita dove quasi ogni giorno scopri cose nuove. Ancora grazie e a domani.

G. M.
Prof. grazie per questa opportunità che ci ha donato. È stata davvero una bellissima lezione, coinvolgente, interessante e molto forte.

G. D. L.
Prof. grazie a lei, è stata una lezione bellissima quella di oggi.
Mi ha fatto riflettere molto su tante cose.. e mi ha dato una sensazione di totale relax e tranquillità..

G. B.
Condivido, bellissima lezione.

B. D. F.
Grazie mille prof., la lezione di oggi mi ha fatto molto riflettere, anche su me stessa e su quello che voglio fare nella mia vita e soprattutto della mia vita. Avevo bisogno di fare un discorso del genere per acquisire maggiore consapevolezza, ed ad oggi sono sicura che è quella l’impostazione che vorrei seguire, e che anzi mi impegnerò a seguire, la sua, quella del maestro Vincenzo e della maestra Irene. Infinite volte grazie!!!

A. O.
Grazie infinite prof. per la lezione di oggi, è stata fantastica e gli ospiti sono stati davvero eccezionali. Grazie per ogni singolo passo che, fatto insieme, ci porta a sentirci sempre più “a casa”, nel nostro spazio.

I. G.
Prof. grazie, è stata veramente una bellissima lezione.

M. N.
Grazie davvero per questa bellissima opportunità. Un incontro davvero ricco ed emozionante. Dopo possiamo trovare la registrazione? Mi farebbe davvero piacere conservarla.

A. A.
Grazie, è stata una lezione di vita, un terremoto che ha smosso tanto.

L. M.
Una esperienza bellissima, ricca di pensieri condivisi e armonia nel nostra spazio!

M. F.
Si prof. anche io vorrei vedere la lezione registrata.

C. M.
Prof. grazie, è stata una bella lezione e inoltre anche una lezione di vita.

IL MESSAGGIO DI LUCA MARONESE, EDUCATORE TEATRALE
Torna all’indice
Cara Maria, ti scrivo per ringraziarti della bellissima opportunità che mi hai regalato ieri. L’atmosfera era così accogliente e piacevole da farmi sentire uno di casa.
Mi hanno colpito moltissimo l’entusiasmo e il coinvolgimento dei tuoi allievi e i due ospiti hanno reso la lezione ricca di contenuti e nuovi stimoli, facendolo in modo leggero ed estremamente vero.
I tuoi interventi hanno cucito tutto insieme, rendendolo accessibile anche a persone come me, non abituate a frequentare ambienti universitari; mi ha fatto riflettere molto il continuo riferimento, da parte di tutti, al mondo del teatro.
Ho incontrato un gruppo di persone accomunate da una grande passione e il piacere di stare insieme, credo che tu debba essere fiera di tutto questo.
Spero di poter partecipare ancora ad altri incontri e di poterti rincontrare presto di persona, magari a Serra, avendo un po’ più di tempo per parlare e confrontarci.
Un caro saluto e grazie ancora.

Il libro di una vita

Dai primi giorni di Aprile il lavoro ben fatto è anche un libro, scritto a quattro mani con mio figlio Luca, 10 anni dopo Enakapata, il racconto della nostra esperienza in Giappone.
Il nuovo libro si intitola Lavoro ben fatto. Che cos’è, come si fa e perchè può cambiare il mondo, e per quanto mi riguarda è il libro di una vita, ci ho messo dentro quello che sono, quello che sono stato e anche una parte di quello che vorrei essere quando non sarò più.
Su #lavorobenfatto nòva il sole 24 ore sto scrivendo un po’ di note a margine, quando potete passateci, magari vi incuriosisce, magari vi piace, magari decidete di leggere il libro, magari.
Qui sotto invece un po’ di foto delle amiche e degli amici, le foto fanno colore, fanno calore, per questo mi piace condividerle con voi.

Il lavoro ben fatto su Amazon e, speriamo presto, in libreria

Per quelli come me scrivere un libro è come fare un mobile o un tavolo per l’ebanista, ci stanno fatica, passione, aspettative, insomma tante cose. In più, dopo 10 anni sono tornato a scrivere con mio figlio Luca, tu chiamale se vuoi emozioni, come canterebbe Lucio Battisti.
Come abbiamo scritto su Amazon, “Il lavoro ben fatto è una cultura, un approccio, una possibilità di cambiamento culturale e sociale. È la scelta di mettere sempre una parte di sé in quello che si fa. È la soddisfazione che si prova a farlo bene. È l’importanza di tenere insieme la testa, le mani e il cuore. È la consapevolezza di poter conquistare un futuro migliore, per l’Italia e per il mondo.Il libro racconta come è nata e si è strutturata questa possibilità attraverso le idee, i progetti, l’attività sul campo, i risultati. Perché ha senso farla crescere sempre di più. Perché è una possibilità e non un sogno.
Insieme alla storia del lavoro ben fatto, una storia di famiglia che ha attraversato tre generazioni. Per ora.”
Niente, spero siate in tante e in tanti a leggerlo, per ora si può acquistare online, speriamo presto anche in libreria.

Una giornata particolare – Atto Terzo

Caro Diario, questa è la terza e ultima parte del fotoracconto della giornata del 13 Giugno scorso a Impact Hub Firenze, quella che si riferisce alla mia parecipazione a Fuckup vol. XIX, per le foto relative agli altri due bellissimi speech aspetto che qualcuna/o dei presenti me le invii. Se vuoi sapere perché è stata una giornata particolare ti consiglio di leggere qui, per intanto buona visione.

FUCKUP VOL. XIX
Fotoracconto di Matteo Bellegoni, Simone Bingongiari e Simona De Martino

Una giornata particolare – Atto Secondo

Caro Diario, questa è la seconda parte di tre del fotoracconto della giornata del 13 Giugno scorso a Impact Hub Firenze, quella che si riferisce alla presentazione di Novelle Artigiane insieme a Pietro Fruzzetti. Se vuoi sapere perché è stata una giornata particolare ti consiglio di leggere qui, per intanto buona visione.

NOVELLE ARTIGIANE
Fotoracconto di Matteo Bellegoni

Una giornata particolare – Atto Primo

Caro Diario, questa è la prima parte di tre del fotoracconto della giornata del 13 Giugno scorso a Impact Hub Firenze, quella che si riferisce al Workshop ideato, orgnizzatto e realizzato da Daniela Chiru. Se vuoi sapere perché è stata una giornata particolare ti consiglio di leggere qui, per intanto buona visione.

IL #LAVOROBENFATTO NARRATO CON LEGO(r) SERIOUS PLAY(r)
Fotoracconto di Marina Antoci, Matteo Bellegoni, Daniela Chiru, Valentina Conticelli, Chiara Serreli




































ATTO SECONDO
NOVELLE ARTIGIANE

 

ATTO TERZO
FUCKUP VOL. XIX

 

Mattia, che gioca a tennis e studia in America

Caro Vincenzo, come stai? Anche se è tanto che non ci sentiamo leggo sempre di te e delle storie che scrivi che sono affascinanti e mostrano il lato nobile del lavoro.

A proposito del lato nobile del lavoro oggi anche io voglio raccontarti una storia, quella di Mattia che quando era piccolo ha scoperto la passione per il tennis. Sai, ho scoperto che tutti noi cerchiamo lontano e invece le storie che ti impressionano di più sono quelle ad un passo da casa, quelle nate dalla semplicità, quelle che giorno dopo giorno fanno emergere i veri campioni. Questa è una di quelle storie.

No Vincenzo, non temere, questa non è una storia di sport… vabbè pure di quello ma è soprattutto una storia di impegno, di studio e dedizione. Una storia bella, di quelle che ti fanno guardare i giovani in un altro modo, non come gli sfaccendati e maleducati che vengono dipinti da quei giornalisti che non si prendono neppure la briga di parlarci. No Vincenzo, io credo che i giovani siano ben altro, credo che abbiano un’energia incredibile, che abbiano molto da raccontare e da insegnarci, e chi li chiama choosy sia vittima dei preconcetti che appartengono a chi non li capisce perché non ci sa parlare.

Non importa, veniamo a noi.

Mattia Ros è nato a Latisana in una famiglia normale. Mamma Sabrina e papà Stefano hanno un albergo al mare a Bibione, sulla destra Tagliamento, nel profondo Nord Est. Il lavoro è stagionale e ti costringe a condensare la fatica di dodici mesi in sei e quando chiudi l’attività il lavoro comunque non cessa perché ci sono le ristrutturazioni, le prenotazioni, le chiamate, le attività da organizzare, il personale da rinnovare… insomma, in dodici mesi lavori come fossero diciotto. Ci vuole tenacia e passione per quello che fai e credo che Mattia questo l’abbia imparato osservando mamma e papà e poi, è chiaro, c’è pure il carattere perché se non hai carattere certi risultati non li ottieni mica.

Nel 1998 e a soli sei anni si innamora del tennis e da lì nasce tutto. Nel 2015 a 17 anni entra in II categoria al compimento dei 18 raggiunge il suo best ranking di 2.4 Fit. Si classifica tra i primi 15 in Italia vincendo tre tornei nazionali e uno internazionale, il torneo Tennis Europe Malta. A testimoniare la strada che ha fatto ci sono i podi conquistati, spesso al primo posto, che se dovessi elencarli qui non mi basterebbe mezza giornata. Eh sì, Vincenzo, quando la passione è tanta e l’impegno è concreto i risultati si vedono.

Un campione si vede dall’elenco dei successi, certo, tutti guardano alla coppa senza pensare a quanto sia piena di fatica, di sudore, di rinunce. Allenamenti, ogni giorno, a cui Mattia non si è mai sottratto nonostante la mole di studio a cui il liceo scientifico di Latisana lo costringeva e dove ha sempre avuto un rendimento molto alto nonostante gli impegni sportivi. I chilometri fatti, prima accompagnato da nonno Angelo suo primo e più grande fan, e poi da solo, a migliaia, tanti che non si contano più. Una strada percorsa che lo porta sempre più lontano finché in quarta superiore Claudio Pistolesi che lo conosceva da qualche anno e lo aveva visto crescere come atleta, gli propone di gareggiare in un torneo internazionale a Miami.

Chiamalo caso, fortuna, fato, o come vuoi, ma è proprio mentre gioca in quel torneo che i talent scout delle università USA lo notano e gli fanno una proposta e Mattia capisce che quello è il famoso treno che non passa due volte. Sceglie la University of Denver (Colorado) negli Stati Uniti, una delle università con la migliore facoltà di ingegneria meccanica. Quasi 12000 studenti, un docente ogni 10 allievi, ossia 50 ettari di Università a 1.600 metri di altitudine e sullo sfondo le Montagne Rocciose. Ottiene la borsa per meriti di studio e instaura fin da subito un ottimo rapporto con il coach Ricardo Rubio, che è stato tennista professionista negli anni novanta. Quando ci penso immagino le praterie, quelle dei film western, e l’università con John Belushi. Ma lì non ci sono né cowboy né feste alla Animal House perché se non studi, se non ti impegni e mantieni una certa media sei semplicemente fuori dai giochi e quel treno che passa una volta sola nella vita se ne va senza di te.

Ma Mattia è un bravo ragazzo e non ha tempo di pensare al superfluo. Dal 2018 fa parte dei “Pioneers” di Denver . Qui non si scherza, si gioca ad alto livello e l’impegno richiesto, sia sportivo che scolastico, è inimmaginabile. Il nostro giovane sportivo studia tra un allenamento e l’altro e si allena tra una lezione e l’altra. I fine settimana li trascorre sulla terra rossa dei campus universitari degli altri atenei. Ancora chilometri, ancora sacrificio, ancora vittorie tante da essere premiato per due anni consecutivi come miglior atleta dell’ateneo. La prima menzione d’onore gli venne assegnata nel 2018 dopo appena quattro mesi dall’arrivo a Denver, la seconda è arrivata a maggio di quest’anno. Nel 2018 è stato pure premiato Rookie of the Year for the Mountain Region, un prestigioso riconoscimento che la federazione universitaria di tennis negli USA riserva solo ai meritevoli. Da quest’anno è sulla lista degli osservati speciali quali migliori atleti della stagione.

Noi da qui facciamo il tifo per lui.

Ecco Vincenzo, ora dimmi, non è anche questa una storia di #lavorobenfatto? Per me lo è, eccome se lo è! E dimmi Vincenzo, questi ragazzi meritano o no la nostra fiducia? Io dico di sì.

Ora ti lascio Vincenzo, so che mi leggerai, come io faccio con te.

Fuckup Night Vol. XIX, il pesciolino rosso e la consapevolezza

Caro Diario, come sai la parola #consapevolezza accompagna da sempre la mia idea di #lavorobenfatto, ancora settimana scorsa ne ho parlato a Grosseto e a Napoli, ma non ti nascondo che sono ornato a ripensarci su da quando ho deciso di partecipare a Fuckup Vol. XIX, a Impact Hub Firenze, con Internet Consciousness Day.

Perché sì amico Diario, la giornata della consapevolezza era una gran bella possibilità ed è stata un gran bel fallimento, per molte ragioni e da molti punti di vista, a partire dal numero di sostenitori, 687, ma di questo parleremo la sera del 13 Giugno perciò non mancare.

Quello che volevo dirti adesso è che se 5 anni fa l’uso consapevole delle tecnologie
era una necessità adesso è diventata un’urgenza, perché in un mondo in cui tra pochi anni tutte le macchine saranno in vario modo fornite di intelligenza artificiale mi pare difficile immaginare un grande futuro per esseri come noi, umani, che hanno una soglia di attenzione, una capacità di concentrarsi su una singola cosa, di 8 secondi, inferiore a quella di un pesciolino rosso.

Come dici caro Diario? No, sei fuori strada, la colpa non è della tecnologia, la colpa è di noi umani. E meno che mai si tratta di fermare l’innovazione tecnologica, non si può, non si è mai potuto, hai voglia a fare il tifo per il bufalo la locomotiva non la puoi fermare. No, il punto è semplicemente, inesorabilmente, il rapporto tra l’uomo e la macchina. Un rapporto che al tempo dell’intelligenza artificiale, dell’internet delle cose, degli algoritmi e della blockchain richiede da parte dal versante umano un livello di consapevolezza, una capacità di pensare e di fare, senza precedenti.

Consapevolezza e responsabilità, pensare e fare che sono evidentemente incompatibili con la soglia di attenzione di 8 secondi, con la velocità a prescindire, con la mancanza di profondità e di responsabilità.

Matteo Bellegoni nel suo bellissimo post di qualche giorno fa ha scritto cose she condivido appieno su AmazonGo e sul suo impatto sociale, se ancora non lo hai fatto ti invito a leggerlo, io aggiungo solo una domanda, quanto tempo ci vorrà prima che diventeremo così tecnologici e veloci che non solo compreremo con la app nel supermercato senza dipendenti e senza cassa ma compreremo con la app anche quello che il signor Amazon decide che ci piace?

Perché si amico mio, non si può resistere a Uber per sempre, e non si può neanche resistere al taxi di Uber che si guida da solo, è questione di tempo ma ci si arriva, il punto è che il taxi di Uber che si guida da solo ci deve portare dove vogliamo noi e non dove vuole lui, e l’altro punto è che dobbiamo pensare in che modo quelli che prima portavano i taxi e lavoravano nei supermercati – insieme a tutti quelli che saranno sempre più tanti che avranno tempo liberato dall’uso di macchine sempre più intelligenti – dopo possano continuare a dare senso e significato alle loro vite anche attraverso il lavoro.

Pensare e fare. Fare è pensare, e come sai l’accento sulla e non è un refuso.
Un pensare e un fare che non può essere lasciato in mano ai signori degli algoritmi o alle 20 persone più rcche dl mondo. Un pensare e un fare che implica la riorganizzazione delle nostre vite, delle nostre città, delle nostre relazioni, cose che dobbiamo cominciare a pensare da adesso, perché altrimenti facciamo la fine di Matrix, che non è che cambia molto se sopra a tutto ci sta il Dio delle macchine o il Dio dell’algoritmo.

Bisogna pensare e fare, ridefinire le regole del gioco, non so se le leggi della robotica bastano più, ma comunque bisogna a mio avviso ragionarci su, e farlo in manira semplice, diffusa, accessbile a molti se non a tutti, e l’uso consapevole delle ecnologie, tutte le tecnologie, m sembra un utile punto di partenza.

Ecco, io dopo il 13 Giugno a Firenze conto di tornare, però nel frattempo ne vorrei ragionare con te e con chi ci legge.

A proposito di Firenze, prima che lo leggi sul web meglio ch te lo dico io che insieme alla storia principale, quella che la sera vedrà come protagoniste/i Laura De Benedetto, Sara Gambarelli, Piero Capodieci and me, ci saranno due altre belle storie, la prima – dalle 14.30 alle 17.30 – è il workshop “Il lavoro ben fatto narrato con Lego Serious Play” condotto dalla facilitatrice certificata Daniela Chiru in cui sarà raccontato il lavoro e le leve motivazionali per migliorare le performance, la seconda – dalle 18.00 alle 19.00 – è la presentazione di Novelle Artigiane, insieme a Pietro Fruzzetti. Alla prossima.