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Due minuti e poi

Se avete un po’ di anni non diciamo quanti lo sapete che Maurizio, il Maurizio che potete ascoltare qua, ne aveva 5 di minuti prima che il jet partiva. Il Maurizio che mi ha scritto su Facebook, il mio amico Maurizio Imparato, di minuti me ne ha dati 2, che però sono sufficienti per fare quello che vogliamo fare.
Cosa vogliamo fare ve lo dico con le parole di Maurizio, indovinate voi quale: “Vincenzo, che ne dici se proponiamo agli amici sturt-upper di registrare un video di 2 minuti per raccontare la loro impresa e poi la pubblichiamo sul blog de La Notte del Lavoro Narrato?”.
Non so voi, io gli ho detto 3 cose:
1. che la sua idea mi piace un sacco, e non solo per gli start-upper ma anche per gli artigiani tecnologici, i designer artigianali autoprodotti, gli operai, i prof., insomma chiunque abbia voglia di farlo;
2. che appena arriva la prima storia apro la nuova pagina sul blog;
3. che per dare il buon esempio mi sarebbe piaciuto che incominciasse lui.
Mi ha detto “Vicié, sei insopportabile”. Però poi ha aggiunto che lunedì pubblica il suo video.
Che devo dire? Sono contento.
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La presentazione in contumacia

La presentazione in contumacia mi mancava. Il mio amico Antonio Fresa me ne ha accennato via telefono, credo sia stato perché ho resistito sino al venerdì sera prima di dichiarare forfait, avrei voluto andarci a ogni costo a Narni, e allora gli amici di Librarsi  hanno dovuto presentarsi in ogni caso la sera successiva a palazzo Eroli, e alla fine essendosi presentate un bel po’ di persone un po’ hanno parlato del mio libro e un po’ di La Notte del Lavoro Narrato.
Detto che della presentazione in contumacia spero abbia voglia di raccontare Antonio, che lui è bravo assai, e sono certo ci farà piacere leggerlo, voglio aggiungere due cose.
La prima è che sono sinceramente grato ad Antonio e agli amici di Librarsi per tutto quello che hanno fatto e stanno facendo, che se non sei  Camilleri o Baricco e non ti presenti da una parte in pratica hai perso ogni speranza che qualcuno legga il tuo libro e invece a Narni ci sono un po’ di lettrici e di lettori che hanno deciso di prenotare, di comprare e di leggere Testa, Mani e Cuore. Che dire, sono commosso, ma veramente, a volte tutto questo mi sembra incredibile, ma comunque accade, e sinceramente mi fa molto piacere, mi fa sentire molto fortunato, e mi fa venire voglia di mettercela sempre tutta perché solo se sei veramente così te la puoi meritare una fortuna del genere.
La seconda è che sono felice che Narni, grazie alla passione e al lavoro di queste persone, e alla loro capacità di fare rete, si appresta a ospitare una gran bella Notte del Lavoro Narrato. Anche su questo vi daremo presto nuovi dettagli, ma mi faceva piacere anticiparvelo, perché poi quello che ci vuole per fare grande l’evento del 30 aprile 2014  è semplicemente questo, passione, impegno, voglia di stare assieme intorno al lavoro.
Lo so che non è poco, però noi contiamo molto su di voi. Di più, senza di voi non andiamo da nessuna parte. Perciò partecipate. Partecipate. Partecipate. M’arraccumanno.
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La ricerca di Piero

Piero_CarninciPoche righe. Per dirvi che Piero Carninci è uno scienziato italiano. Che da 20 anni lavora al Riken, in Giappone, uno dei più grandi centri di ricerca chimica e fisica al mondo. Attualmente è all’Omics Science Center, a Yokohama. Che il 30 Aprile sarà probabilmente in Svizzera. E soprattutto che sarà con noi a La Notte del Lavoro Narrato. Per raccontarci un pezzettino della sua storia.
Sinceramente, io, se fossi un giovane biologo, o anche aspirante tale, darei un’occhiata al suo curriculum, a questa intervista su Technology Review, a questo rapporto di ricerca (in italiano e in inglese) e proverei a pensare a qualche domanda da fargli quella sera.
Sinceramente, non lo so ancora come sarà organizzata la cosa, ma è molto probabile che ci sarà la possibilità di fargli delle domande, e in ogni caso possiamo fargliele avere. Quello che so, ve lo dico con cognizione di causa anche se sono un sociologo e non un biologo, è che così si imparano tante cose. Direi anche che è più bello così. Io ve l’ho detto, poi vedete voi. 🙂

Se ci siete, battete un colpo

Quella del 30 Aprile 2014 sarà una notte indimenticabile. Dovete soltanto decidere se volete viverla oppure no.
No, no, niente scuse tipo “mi piacerebbe ma non ho tempo”, “mi piacerebbe ma non ci sono soldi”, “mi piacerebbe ma è una cosa troppo grossa da organizzare”, “mi piacerebbe ma il nonno non sta bene”. A parte il nonno, che speriamo si rimetta presto, il tempo, i soldi e le capacità organizzative possono aiutare a fare di più ma non sono indispensabili.
Cosa sto dicendo? Sto dicendo che il senso della nostra iniziativa è quella di mettere per una notte assieme donne e uomini di ogni età e di ogni parte d’Italia per leggere, narrare, cantare, dipingere, ascoltare storie di lavoro.  Proprio così, dare importanza al lavoro, alle cose che sappiamo e che sappiamo fare, alla nostra voglia di farle bene, perché è così che si fa.
Se il senso è questo non ci possono fermare né il tempo, né i soldi e neanche l’organizzazione, basta che quella sera invitate due amici a casa, dite loro di portare qualche libro dal quale leggere una pagina, qualche altro libro ce lo mettete voi, e poi magari raccontate un pezzetto della storia di lavoro di vostro padre o vostra madre, o meglio ancora se potete la fate raccontare a loro, e poi magari fate una foto, un filmato di 20 secondi con il telefonino, e poi magari lo pubblicate direttamente su Facebook, Twitter, Instagram, Youtube, che ormai siete in tantissimi a sapere come si fa, e il gioco è fatto.  E sia chiaro che il gioco è fatto anche se fate solo una di queste cose.
Come sempre faccio sul serio. Molto sul serio. Noi naturalmente stiamo lavorando affinché ci siano anche un bel po’ di iniziative più grosse ma guardate che a fare la differenza saranno quelle piccole, comprese quelle a casa. Pensateci solo per un momento: noi facciamo una pagina, la chiamiamo Casa Italia, e sotto ci mettiamo l’elenco delle famiglie che la sera del 30 si riuniranno  e inviteranno amiche e amici per raccontare storie di lavoro. Il nome della famiglia e il nome del comune, basta questo, che queste cose qui non hanno bisogno di certificati, che se uno dice io ci sto, poiché nessuno l’ha costretto a starci, poi si sente impegnato a farlo.
Adesso parliamoci chiaro, se nell’elenco ci saranno soltanto casa Moretti, casa Strazzullo, casa Massa, casa Iucci, casa Buffone, casa Di Paola, casa Galietti, casa Verta, casa Tigano, casa Rivello, casa La Gamba, casa Benevento, casa Morra, casa Savarese, casa Prigiobbo, insomma le case di 100 amiche e amici sparsi per l’Italia è una cosa, se diventano 1000 è un’altra, 10.000 è un’altra ancora e così via discorrendo.
Ecco, spero di essermi spiegato, adesso la parola spetta a voi.
Buona partecipazione.
cdg2

Cinque cose da fare adesso

I luoghi di #lavoronarrato: CIP!
1. Firmare la petizione.

2. Sostenere il senso e le ragioni dell’iniziativa, diffondere il testo della petizione, impegnarsi per la raccolta delle firme. Blog, social network, media cartacei e digitali, famiglia, amici, posto di lavoro, ogni strumento e ogni occasione è quella giusta.

3. Coinvolgere famiglie, scuole, biblioteche, posti di lavoro, associazioni, enti, istituzioni, ecc..

4. Proporre la propria iniziativa scrivendo a lavoronarrato@gmail.com.

5. Suggerire nuove idee e proposte per allargare l’are della partecipazione.